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Wessex–Armorica: Territories, Connections and Hierarchies

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I tumuli dell’età del bronzo nel Wessex svelano il proprio rapporto con l’ambiente umano

Come nacque l’interdipendenza tra le comunità sulle coste della Manica tra il 2500 e l’800 a.C.? Il progetto WATCH ha alcune idee in proposito.

L’età del bronzo, specialmente nella prima fase, fu un periodo di rapido sviluppo tecnologico: nell’Europa nord-occidentale, il metallo si sostituì alla pietra e alla selce come materiale per la produzione di armi e strumenti da taglio. Sebbene il pieno utilizzo degli strumenti in metallo si sviluppò solo in seguito, emersero reti a lunga distanza per semplificare il commercio di rame e stagno tra le due sponde della Manica. Sembra che prima di questo slancio le comunità del tardo Neolitico sui due lati del canale si siano ignorate a vicenda, e le prove di contatti sono estremamente limitate. Ma nel 2500 a.C. la situazione era già radicalmente diversa. La diffusione della cultura del vaso campaniforme fu testimone di un maggiore dinamismo sociale e dell’espansione della metallurgia nell’Europa nord-occidentale. Alcuni secoli dopo, una generazione di nuove élite fece la sua comparsa su entrambe le sponde della Manica, nell’area del Wessex nell’attuale Gran Bretagna meridionale, e nella regione di Armorica nella Francia settentrionale di oggi, mentre la lavorazione del bronzo prendeva piede in tutta la regione. «Questo stimolò il commercio via mare, portando a un’integrazione culturale sulle due sponde del Canale della Manica all’inizio del II millennio a.C.», spiega Clément Nicolas, borsista delle azioni Marie Skłodowska-Curie e ricercatore principale del progetto WATCH, attivo presso l’Università di Bournemouth nel Regno Unito. Il progetto si proponeva di comprendere in che modo le comunità che vivevano sulle coste della Manica siano diventate interdipendenti in un’epoca in cui il commercio di stagno e rame stava consolidando le basi di un’estesa Unione europea preistorica.

I tumuli e le tombe dell’età del bronzo del Wessex come specchio delle strutture sociali

La prima fase dello studio ha previsto la costruzione di una banca dati relativa ai tumuli e alle tombe del Wessex risalenti al periodo tra il 2500 e l’800 a.C. Nicolas ha studiato la distribuzione cronologica e sociale di questi siti di sepoltura utilizzando le relazioni stratigrafiche, la datazione al radiocarbonio e l’analisi delle corrispondenze. «Il passo fondamentale è stato l’isolamento di gruppi cronologicamente coerenti di sepolture e tumuli e l’osservazione della loro distribuzione. Mi sono chiesto: qual è il rapporto tra la differenziazione sociale espressa dai corredi funerari e le caratteristiche dell’ambiente naturale come i fiumi e la costa? E cosa ci racconta il loro rapporto con l’ambiente creato dalle antiche vie degli esseri umani, dai sistemi di parcellizzazione dei campi, dai terreni recintati e così via?» La sfida maggiore è stato il gran numero dei siti funerari. «Il compito più grande che abbiamo affrontato è stato impostare e analizzare la banca dati, che comprendeva migliaia di sepolture e tumuli dell’età del bronzo nel Wessex.» «La quantità era così ingente che si è dovuto limitare l’inventario dettagliato alla contea del Dorset (con 2 813 tumuli funerari), completato poi da set di dati più generici dell’Inghilterra storica, in modo da estendere le osservazioni al resto del Wessex.»

Antiche strade potenzialmente antecedenti all’invasione romana

I risultati del progetto hanno confermato l’importanza delle vie fluviali e costiere, ma hanno rivelato anche un’altra informazione interessante: le cosiddette strade romane erano probabilmente molto più antiche del previsto e già percorribili nella prima età del bronzo. Si nota infatti che queste strade connettono tutti i tumuli dell’élite nell’entroterra del Dorset e altrove nel Wessex. «È una situazione simile a quella osservabile nella Francia nord-occidentale, dove alcune strade sottostanti a quelle romane risalgono alla prima età del bronzo. Questa infrastruttura stradale è un punto di svolta, perché è legata allo sviluppo di sistemi di parcellizzazione dei campi che appaino contemporaneamente intorno alla Manica all’incirca nel 2000 a.C.», afferma Nicolas.

Nomadi o sedentari?

WATCH chiarisce anche alcuni aspetti del rapporto tra le comunità e la terra. Le sepolture dell’élite sono al cuore di territori coerenti, mentre le case di questo periodo storico sono sempre state difficili da identificare, poiché il ritrovamento di prove come ceramiche e resti organici è raro. L’interpretazione standard vuole che le popolazioni di queste aree fossero nomadi, ma il progetto ha individuato una dozzina di abitazioni rotonde (roundhouse) della prima età del bronzo. «Ciò significa che nel Wessex esistevano stanziamenti fissi. Perciò, l’ipotesi della vita nomade non sembra più del tutto corretta.» Oggi, Nicolas è affascinato dalla reinterpretazione di una lastra intagliata scoperta in Bretagna, che assomiglia a una mappa del territorio della prima età del bronzo. «Torneremo presto sul campo per comprendere meglio la funzione di questa antica carta geografica.»

Parole chiave

WATCH, tumuli dell’età del bronzo, tombe, Wessex, 2500-800 a.C, romano, ipotesi nomadica, strutture sociali, tardo Neolitico, due sponde della Manica

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