Una strategia pionieristica molto promettente per la cura della malattia mortale di Niemann-Pick di tipo C
La malattia di Niemann-Pick di tipo C (NPC) è causata dall’accumulo di colesterolo, in particolare nel cervello, che provoca danni a quest’organo e inevitabilmente un declino delle capacità cognitive e della mobilità. I primi segni e sintomi di solito compaiono durante l’infanzia e progrediscono fino a causare complicazioni pericolose per la vita entro la seconda o terza decade di vita. La NPC colpisce 1 persona su 100 000 nell’UE.
Esaminare il potenziale delle ciclodestrine
Le ciclodestrine (CD) rappresentano un potenziale intervento terapeutico per la cura di questa malattia spesso fatale, grazie alla loro capacità di rimuovere il colesterolo. Le CD tuttavia non attraversano efficacemente la barriera emato-encefalica (BEE) e sono di solito necessarie dosi elevate di CD per avere un effetto terapeutico soddisfacente. «Il nostro approccio indica che potenzialmente il problema è superabile incorporando le CD in strutture molecolari molto grandi», commenta Antonino Puglisi, il borsista Marie Skłodowska-Curie che ha condotto gli studi sperimentali per il progetto NanoMop, finanziato dall’UE. «Così facendo, abbiamo affrontato una questione importante a cui è necessario rispondere con urgenza e che contribuirà alla cura di questa malattia trascurata». Per fornire terapie migliori e più efficaci per la NPC, i partner del progetto hanno progettato, sintetizzato e caratterizzato una nuova classe di nanoparticelle polimeriche, oltre ad aver creato una nanoarchitettura sensibile al pH attraverso un metodo facile da usare.
Approccio innovativo alle malattie legate al colesterolo
I ricercatori hanno sviluppato un metodo sintetico per creare nanoparticelle polimeriche contenenti la beta-ciclodestrina (beta-CD). La beta-CD veniva rilasciata dal polimero in un ambiente leggermente acido. In generale, la sostanza beta-CD non può superare la BEE a causa del suo peso molecolare e della sua idrofilia. I ricercatori hanno scoperto che, quando legata al polimero e organizzata in una nanoparticella, la beta-CD riesce potenzialmente a superare il problema della BEE. Di conseguenza, la beta-CD può essere rilasciata dalla nanoparticella e rimuovere il colesterolo. «Tali nanoparticelle basate su CD rappresentano un promettente strumento terapeutico per la cura delle condizioni associate al colesterolo», spiega Puglisi. In particolare, esse potenzialmente affrontano alcune delle limitazioni associate al trattamento con CD esistente basato su CD monomeriche che hanno una biodisponibilità e una consegna impegnative. «Oltre a fornire progressi nel potenziale trattamento dell’NPC, i risultati di NanoMop potrebbero anche contribuire alla cura di altri disturbi neurodegenerativi che mostrano un metabolismo del colesterolo alterato, quali l’Alzheimer, il Parkinson e la malattia di Huntington», conclude Puglisi. I risultati di NanoMop sono stati riconosciuti da Innovation Radar, un’iniziativa della Commissione europea che identifica le innovazioni ad alto potenziale e gli innovatori dietro di esse grazie alla ricerca finanziata dall’UE.
Parole chiave
NanoMop, colesterolo, nanoparticella, cervello, ciclodestrina, β-CD, malattia di Niemann-Pick di tipo C, BEE, barriera emato-encefalica, β-ciclodestrina