Impianti termici solari ridistribuibili per diverse esigenze industriali
Come convincere l’industria a investire nel termico solare? Anche se gli incentivi sono alti nel contesto dell’accelerazione dei cambiamenti climatici, allontanarsi dal calore prodotto dai combustibili fossili è più facile a dirsi che a farsi. I vincoli tecnici e finanziari hanno finora impedito ai più moderni impianti termici solari di rivoluzionare il mercato. Si stima che il loro attuale tasso di penetrazione sia inferiore allo 0,02 %. Il modello aziendale sviluppato da Soltigua, che ha ricevuto anche il sostegno dell’UE nell’ambito del progetto Re-Deploy, mira a superare questi vincoli con sistemi termici ridistribuibili. Invece di investire in costosi impianti che potrebbero diventare inutili quando si decide di chiudere le loro attività o di ridurre la domanda di energia termica, le industrie possono utilizzare esattamente ciò di cui hanno bisogno, per il tempo necessario. «A differenza della produzione di energia elettrica, gli impianti termici solari devono essere situati nelle immediate vicinanze dell’utente», spiega Francesco Orioli, Direttore Vendite e Amministrazione di Soltigua. «Di conseguenza, la loro creazione di valore dipende fortemente dalla continuità della domanda locale. Senza tale continuità, l’impianto termico solare può diventare inutile. Non per obsolescenza tecnica, ma semplicemente perché non c’è un acquirente adatto». Soltigua si è concentrata sulla creazione di impianti termici solari che possono essere ricollocati e reinstallati a costi contenuti e senza perdita di prestazioni. L’azienda ha identificato per la prima volta sette strumenti di ridistribuzione e li ha integrati nel suo modello aziendale. Il suo sistema ridistribuibile, basato su un concentratore parabolico e/o i collettori lineari Fresnel, può essere utilizzato solo con un impegno di tempo limitato da parte dell’utente. «Solitamente un’azienda di servizi per l’energia solare termica chiede ai suoi acquirenti un impegno a lungo termine. Mentre tali impegni possono essere assunti nel caso di impianti solari provinciali o regionali e/o di enti pubblici come ospedali, scuole, ecc., è molto più problematico per l’industria privata e le singole strutture produttive. La possibilità di offrire contratti a breve termine è una svolta grazie ai risultati tecnici del progetto», spiega Orioli. Nuovi inseguitori fotovoltaici (PV) Il termico solare ridistribuibile non è l’unico passo avanti che Re-Deploy ha permesso. A causa dei prezzi molto bassi del petrolio, il team di progetto ha incontrato difficoltà inaspettate nell’individuare i test pilota adatti. Sono stati costretti a perfezionare il loro modello aziendale per renderlo più resiliente in un contesto di prezzo del petrolio così basso. «Abbiamo identificato che gli sviluppi tecnici di Re-Deploy potrebbero essere implementati nel settore contiguo degli inseguitori PV. Abbiamo finito per dedicare un test pilota agli inseguitori fotovoltaici e l’altro al termico solare, così ora la nostra attività può offrire entrambe le soluzioni», afferma Orioli. «Ma la cosa più interessante è che le lezioni apprese dai primi test con l’inseguitore PV, come i materiali e i sistemi di controllo, sono state restituite agli impianti termici solari. In più, entrambi i sistemi beneficiano di sinergie commerciali» Anche se lo sviluppo di inseguitori fotovoltaici non faceva parte degli obiettivi iniziali del progetto, offre a Soltigua un potenziale di crescita ancora maggiore. Orioli prevede che il fatturato dell’azienda si decuplicherà tra il 2017 e il 2020, soprattutto grazie alla nuova linea di inseguitori fotovoltaici. Il mercato del termico solare, che fornisce un’alternativa al calore prodotto da combustibili fossili per i processi industriali, è ancora agli albori. Tuttavia, il suo potenziale è enorme: con la sua tecnologia, Soltigua contribuirà ad aprire un mercato di oltre 26 miliardi di euro all’anno.
Parole chiave
Re-Deploy, Soltigua, termico solare, inseguitori fotovoltaici, ridistribuibile